ALCOOL E CANCRO, NON ESISTE UNA SOGLIA MINIMA DI SICUREZZA

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Il consumo di alcool è causa di oltre 60 tipi diversi di condizioni patologiche e di danni alla salute, tra cui lesioni, disordine psichico e comportamentale, patologie gastrointestinali, malattie cardiovascolari, immunologiche, dell’apparato scheletrico, infertilità e problemi prenatali e tumori. Dalla fine degli anni ’80, la letteratura internazionale è concorde nel sostenere le potenzialità cancerogene del consumo di alcool o etanolo. Questa evidenza è stata resa nota dalle più importanti organizzazioni internazionali sulla salute quali l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Di recente, la IARC ha riesaminato tutti gli agenti già classificati come cancerogeni accertati per l’uomo (gruppo 1), riconfermando tra questi l’alcool. È stata confermata l’associazione tra il consumo di bevande alcoliche e tumori di cavità orale, faringe, laringe, esofago, colon-retto, pancreas, fegato (carcinoma epatocellulare) e seno.

La IARC ha ribadito l’alcool come cancerogeno accertato per l’uomo in base alla sufficiente evidenza di cancerogenicità negli animali di laboratorio.

In considerazione del metabolismo dell’alcool ingerito e della sua conversione ad acetaldeide, a sua volta ossidato in acetato, sia l’etanolo che l’acetaldeide sono entrambi cancerogeni per l’essere umano e responsabili di un rischio sostanzialmente aumentato di sviluppare tumori, in particolare a carico dell’esofago e delle vie aero-digestive superiori. La sensibilità e vulnerabilità all’alcool come cancerogeno è maggiore nel sesso femminile. Le caratteristiche fisiologiche femminili (ad esempio la diversa costituzione fisica, diverso patrimonio e assetto enzimatico, diversa capacità di diluizione e metabolizzazione, ecc.) aumentano la suscettibilità della donna agli effetti negativi dell’alcool a tutte le età. […]

Tenendo conto dei rischi di cancro da una parte e degli effetti sulle malattie cardiovascolari dall’altra, si può dire che il livello di consumo di alcool con il più basso rischio di mortalità è, per gli uomini, pari a 0 grammi al giorno sotto i 35 anni di età, intorno ai 5 grammi al giorno per gli uomini di mezza età e meno di 10 grammi al giorno oltre i 65 anni. Per le donne, invece, è prossimo a 0 grammi al giorno per un’età inferiore ai 65 anni, e meno di 5 grammi al giorno oltre i 65 anni.

In conclusione, sulla base dell’evidenza scientifica è ampiamente documentata una relazione certa di tipo dose/risposta tra alcool e numerosi tipi di cancro, verificabile a partire da quantità minime e per la quale non è possibile stabilire o definire con certezza un livello soglia di sicurezza. Di conseguenza, non è possibile indicare livelli di consumo alcolico privi di rischio.

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