CANCRO AL SENO, CAMBIARE STRATEGIA

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Nonostante i successi sul fronte delle cure, aumenta drammaticamente l’incidenza della malattia, anche nelle giovani donne. Di fronte a quella che si configura ormai come un’epidemia, si fa sempre più strada la consapevolezza che occorre concentrare gli sforzi allo scopo di individuare e rimuovere le cause

Le pur importanti conquiste della ricerca oncologica avvenute nell’ultimo ventennio sul fronte della diagnosi e della cura del cancro (diagnosi sempre più anticipate, farmaci biologici, terapie mirate e personalizzate) hanno finito per generare un ingiustificato ottimismo nella comunità scientifica, tanto da far credere che la rivoluzione tanto attesa nella lotta ai tumori fosse davvero dietro l’angolo.

Di fatto, si continua a registrare invece un’esplosione dell’incidenza della malattia, tale da annullare del tutto i faticosi e costosi successi ottenuti sul fronte delle cure.

È il caso, in particolare, del tumore della mammella, a proposito del quale, pur essendo oggi i medici in grado di ottenere l’85% di guarigioni, si registra tuttavia in Italia una mortalità di oltre 12-13.000 donne ogni anno. Sul fronte dell’incidenza poi da quindici anni si è in presenza di un aumento costante, con quasi l’1% di nuovi casi in più rispetto all’anno precedente (nel 2017, si sono ammalate di cancro al seno in Italia quasi 51.000 donne, con trend in crescita soprattutto al di sotto dei 50 anni di età).

È cresciuta così tra gli addetti ai lavori e le stesse donne la consapevolezza che occorra un cambiamento di strategia, mirante all’individuazione e rimozione delle cause responsabili dell’insorgenza della malattia.

Sono ormai tante infatti le evidenze scientifiche riguardanti la pericolosità di numerose sostanze ad azione cancerogena presenti nel nostro ambiente di vita e di lavoro, nonché in prodotti di largo consumo quotidiano. E sono tanti i documenti ufficiali in proposito (OMS, UNEP).

Eppure il pubblico non è informato, né tantomeno lo sono i medici e le pubbliche istituzioni, con grave pregiudizio per la salute della popolazione. Anzi, i media e le associazioni tendono ad enfatizzare oltremodo i risultati delle cure, mentre, come visto, nel caso del cancro al seno, siamo a numeri da epidemia, della quale sono responsabili processi e sostanze che ci contaminano, pur non essendo noi consapevoli.

Consapevole di questo stato di fatto, la LILT di Lecce da tempo lavora su obiettivi di promozione della salute umana ed ambientale, attraverso l’estensione delle conoscenze e delle informazioni, e la partecipazione delle comunità ad interventi propositivi di tutela della salute personale e del territorio. E grazie a questa azione incessante, condotta con grande abnegazione da tanti nostri esperti e volontari, con soddisfazione cogliamo, a proposito di lotta al tumore del seno, che le stesse donne siano ormai divenute consapevoli della necessità di una svolta strategica, che miri a salvaguardarne la salute mediante un’efficace azione di Prevenzione Primaria.

Ed è proprio questo il contributo che la LILT di Lecce presto potrà dare alle stesse donne salentine attraverso i servizi di Ricerca Ambientale, Diagnosi Precoce e Riabilitazione del Centro Ilma, progetto ormai a buon punto di realizzazione, grazie al generoso contributo di tante persone.

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