EPIDEMIOLOGIA, UN TREND INARRESTABILE

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 Caso Lecce, si consolida il dato ormai in linea con la media italiana. I dati di mortalità oncologica registrano da tempo un preoccupante aumento nel Sud Italia e più ancora nella provincia di Lecce. Mentre sembrava essersi finalmente invertito il trend della mortalità per tumore del polmone nei maschi, i dati del 2015 evidenziano una ripresa del fenomeno, mentre cresce in maniera drammatica la mortalità per cancro al seno, specialmente nelle giovani donne. Sembra ormai definitivamente esaurita quella differenza virtuosa a nostro favore nei confronti del Nord del Paese

La LILT di Lecce continua il suo impegno di monitoraggio dei dati epidemiologici riguardanti la mortalità oncologica, con particolare attenzione, ovviamente, alla nostra provincia.

In mancanza, purtroppo, di dati aggiornati, analitici e tempestivi, quali potrebbero essere quelli di un Registro Tumori che funzionasse a pieno regime, e che fosse in grado di mettere a disposizione delle Istituzioni e dei cittadini, anno per anno, senza eccessivo ritardo, i numeri riguardanti l’incidenza, la mortalità, la prevalenza e la sopravvivenza per tumore nel territorio del leccese, con dettaglio per le singole forme di neoplasia, restiamo sempre convinti che è pur sempre utile, per una buona e prima approssimazione, servirsi dei dati di mortalità messi a disposizione dall’ISTAT.

Per quanto essi possano prestarsi a critiche per mancanza di standardizzazione, tuttavia, prendendoli come riferimento costante ed omogeneo per un arco di tempo molto lungo, è possibile seguirne l’andamento e trarne delle preziose indicazioni.

E’ quanto in effetti abbiamo avuto cura di fare, ormai da tempo, integrando, quando possibile, questi dati con quelli dell’Osservatorio Epidemiologico della Regione Puglia.

Studiando pertanto gli ultimi dati di mortalità ISTAT disponibili, che giungono fino al 2015, si ha la conferma di una tendenza “negativa” che riguarda particolarmente il Sud e la provincia di Lecce, a fronte di un trend nazionale che sembra stabile su tassi tuttavia più elevati.

A fronte di un’apparente stabilizzazione della mortalità che sembra riguardare le regioni del Nord, tuttavia non può non colpire l’accelerazione dell’incremento delle regioni del Sud, e della nostra in particolare, rispetto al dato nazionale. Ma ancor più grave è il dato che emerge a carico della provincia di Lecce, la quale già dal 2014 è giunta purtroppo ad allinearsi alla media nazionale.

In questo panorama non certo confortante, già da tempo c’è stato un dato che più di ogni altro evidenzia l’allarmante situazione epidemiologica della provincia di Lecce: la mortalità per tumore del polmone nei maschi. Dato ormai storico e da noi segnalato in tempi non sospetti e sempre sottovalutato o attribuito, in maniera fuorviante, a cause che non sono in grado di spiegarlo.

Dal 2011 al 2014, i tassi di mortalità per tumore del polmone nei maschi nel leccese avevano registrato una lente decrescita, pur continuando il territorio a detenere un triste primato a livello nazionale. Nello stesso periodo, il tasso di mortalità per tumore polmonare nelle donne è risultato stazionario, nettamente al disotto comunque della media nazionale e delle regioni del Nord, dove invece è in costante aumento.

Invece, nel 2015 il dato di mortalità per tumore polmonare in provincia di Lecce evidenzia una netta inversione di tendenza sia nei maschi che nelle femmine. Un dato inatteso, considerato il precedente trend, e che merita pertanto una riflessione sulle possibili cause (iniziali effetti delle più “recenti” esposizioni ambientali, dopo l’esaurimento dei fenomeni responsabili dei picchi registrati negli anni 2000-2011 ?). Naturalmente una riflessione scientificamente plausibile deve considerare i lunghi processi di cancerogenesi nonché i dati di esposizione ambientale laddove disponibili.

E’ importante rilevare peraltro quanto evidenziato dal dato riguardante la mortalità per tumore della vescica. Anche in questo caso, storicamente, la provincia di Lecce ha mostrato fino al 2011, specialmente tra gli uomini, un tasso di mortalità superiore del 25% rispetto alla media nazionale e del 20% rispetto a quella regionale. Dal 2011, invece, anche per la vescica i tassi di mortalità in provincia di Lecce evidenziano un’inversione di tendenza, proseguita fino al 2014. Ma, come per il polmone, nel 2015 si registra invece un’inversione di tendenza, che non può non far pensare ad una comunanza di cause proprio col polmone.

Quali considerazioni è possibile fare a fronte di queste cifre? Dato che è ormai acquisito che il 90% dei casi di cancro è dovuto alla presenza nell’ambiente, inteso in senso lato, di fattori di rischio oncologico, è evidente come in questi ultimi decenni, in provincia di Lecce debbano essersi verificate significative modificazioni sociali ed ambientali (e delle stesse abitudini di vita), tali da spiegare un simile incremento, che, in alcuni casi, supera, come visto, il dato nazionale.

Temiamo che modificazioni espositive più recenti possano iniziare presto a produrre i conseguenti effetti epidemiologici.

Emerge comuque con sufficiente forza statistica la tendenza della realtà epidemiologica del Sud Italia, della Puglia e del Salento ad evolversi ed omologarsi al dato nazionale, prevalendo condizioni strutturali di cultura, modello economico e sociali sempre più globalizzati. Indubbiamente, isolate e locali situazioni ambientali possono transitoriamente condizionare l’evolversi del dato epidemiologico, così come l’analisi di fenomeni storici di migrazioni, di lavoro e di industrializzazione selvaggia e senza regole potrebbero spiegare quanto sin qui avvenuto ed il prezzo sanitario pagato dalle nostre popolazioni.

In conclusione, ci preme ribadire che il dato di mortalità non “fotografa”, per così dire, compiutamente la realtà di un territorio. Oggi, infatti, rispetto a 20-30 anni fa, grazie alle cure più efficaci, si riescono a guarire il 45-50% dei tumori. Pertanto, l’incidenza (ossia il numero di nuovi casi ogni anno), rispetto al passato, deve essere fortemente più alta, vanificando di fatto i successi delle cure.

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