A Teatro con LILT: Chiara D’Ostuni ed i Volontari pronti per andare in scena

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Il 10 luglio presso il Teatro Paisiello andrà in scena il primo spettacolo teatrale organizzato dalla delegazione di Lecce ” Città invivibili “. Progetto di teatro partecipato che coinvolge 13 cittadini capitanati dall’attrice Chiara D’Ostuni. Lo spettacolo tratterà il tema “ambiente e salute”. La realizzazione dell’evento sarà frutto del percorso intrapreso a settembre presso la sede della delegazione di Lecce (Piazza Italia c/o monumento dei caduti).

Un unico corpo fatto di tante teste guarda verso i resti di una città che è ammasso di rifiuti, depositati in superficie e sotterrati clandestinamente, un dipinto abbozzato nel quale svettano ciminiere e il cielo ha perso il suo splendore.

Una città invivibile dove si muore ogni giorno, ci si ammala, si apparecchiano tavole sulle quali sfilano pietanze avvelenate. Tavole che piangono l’assenza di un posto lasciato vacante.

Il quotidiano è scandito dalle solite pratiche di consumo e di abbandono di tutto ciò che non serve più, dalla noncuranza verso i propri errori e quelli di chi dovrebbe tutelarci.

Persino un funerale è pratica comune, si piange e ci si interroga sui perché ma poi si torna a casa e tutto ricomincia da lì, da dove la vita si era sospesa.

In questa città che muore poco a poco, un bestiario umano sfila per le strade e si nasconde nelle case. Qualcuno vede, qualcun altro non si accorge del disastro circostante, qualcuno sa ma preferisce non parlare, le voci dei “pazzi” sono palesemente ignorate eppure sono le uniche che custodiscono la verità e lanciano un monito a gran voce. Monito che piomba nel vuoto dell’indifferenza.

Solo una cosa accomuna gli abitanti di questa città: tutti conservano il seme della paura, come se la terra gli venisse a parlare di notte, a sussurrargli il racconto di una violenza perpetrata costantemente, a vendicare la voce di chi non c’è più, di chi è stato ammazzato dalle istituzioni che tacciono, dalla criminalità che se ne approfitta, dal nostro buon senso assopito che ha dimenticato cosa significa ribellarsi, alzarsi dalla sedia, urlare il proprio no.

 

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