COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE PER L’AMBULATORIO DI DERMATOLOGIA ONCOLOGICA
Dermatologist examines a mole of male patient

COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE PER L’AMBULATORIO DI DERMATOLOGIA ONCOLOGICA

L’ambulatorio di Dermatologia Oncologica,  istituito da LILT prov.le di Lecce,  all’interno dell’UOC di Oncologia Medica,  Ospedali Casarano/Gallipoli,  diretta  dal dr.Giuseppe Serravezza, si arricchisce di una nuova collaborazione clinica e scientifica con l’Institut Universitaire du Cancer de Toulouse, nell’ambito delle tossicità cutanee in corso di chemio e  di radioterapiaLa dott.ssa Ivana Romano, che si occupa dell’ambulatorio ed è Specialista Volontaria in molti ambulatori della LILT prov.le di Lecce, ha formalizzato questa collaborazione, in particolare con il Dr. Vincent Sibaud, dermatologo del Département d’Oncologie Médicale et Médecine Orale, con un’observership, nel corso della quale ha seguito l’attività clinica con pazienti affetti da tumori solidi ed ematologici che, a causa delle  terapie oncologiche, hanno manifestato eventi cutanei avversi.  Alla pratica clinica si accompagna la segnalazione di casi clinici con  la stesura di articoli su riviste scientifiche internazionali.

La finalità del progetto è di condividere esperienze cliniche in telemedicina e di approfondire le stesse  con attività di ricerca, nell’ottica di una gestione fluida ed efficace del paziente oncologico con tossicità dermatologiche da farmaco o da radiazioni.
Le manifestazioni in corso di chemioterapia possono colpire la pelle (sindrome mano-piede, eritema tossico da chemioterapia, reazioni di ipersensibilità, xerosi e prurito severi), i capelli (alopecia), le unghie (onicolisi emorragica e paronichie), le mucose (mucositi).

Esse possono essere particolarmente invalidanti e, se di grado severo, condurre alla riduzione del dosaggio o alla discontinuazione della terapia con gravi ripercussioni sulla cura del tumore. Come tali, richiedono un lavoro congiunto dell’oncologo, del dermatologo, del radioterapista e dello psicologo, teso a migliorare la qualità di vita del paziente, già duramente minata dalla malattia neoplastica e dalla tossicità dei farmaci a carico di altri organi e sistemi.