INTERFERENTI ENDOCRINI L’EUROPA DECIDE DI NON DECIDERE

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La Commissione Europea indice due consultazioni pubbliche sugli Interferenti Endocrini. Fissati, lo scorso 15 giugno, i criteri per identificare le sostanze chimiche ad azione ormono-mimetica (Interferenti Endocrini, definiti con la sigla internazionale “EDC” ovverosia Chemical Endocrine Disruptors), la Commissione Europea ha inteso proseguire il lavoro indicendo due consultazioni pubbliche con scadenza 28 luglio. Tale decisione è stata ampiamente criticata dalla EDC-Free Europe Coalition che denuncia il grave ritardo della Commissione Europea (ben 3 anni) su questioni istituzionali di pertinenza e sottolinea la grave assenza di tutela della salute pubblica e di protezione dell’ambiente e degli organismi viventi (le persone e gli animali) da queste sostanze chimiche.

Si imputa, alla Commissione Europea, di ignorare i risultati della prima consultazione pubblica effettuata nel 2015 che aveva raccolto – dalla voce di 20.000 cittadini – l’unanime indicazione di far prevalere i principi scientifici di precauzione e di attenzione alle fasce vulnerabili (donne in stato di gravidanza, neonati, età evolutiva) in virtù delle conoscenze scientifiche nel tempo acquisite. Oltre 1.300 studi evidenziano i danni derivanti dalle esposizioni agli Interferenti Endocrini che attengono patologie diverse quali i tumori, il diabete, l’obesità e i problemi comportamentali nei bambini oltre ai costi per la salute ammontanti a 158 miliardi di euro l’anno. La Commissione Europea deve tenere in conto queste evidenze e agire nell’interesse del bene collettivo, attuale e futuro, mediante decisioni e azioni che preservino la salute dell’intero ecosistema, l’ambiente e gli organismi viventi, dalle nefaste ripercussioni della chimica.

 Glifosato, proroga dell’Ue. La Commissione Europea ha prorogato l’autorizzazione all’impiego del glifosato per un periodo limitato di tempo, fino al 31 dicembre 2017, in attesa di avere un parere integrativo sulle proprietà della sostanza attiva da parte di European Chemicals Agency (Echa)

Un documento della Health and Environment Alliance. L’organizzazione europea no profit che riunisce più Paesi sotto la sigla Health and Environment Alliance (HEAL) ha rilasciato un documento all’indomani della proposta della Commissione Europea circa la classificazione degli Interferenti Endocrini. Secondo HEAL tale proposta non mette al riparo i cittadini dalle esposizioni a tali sostanze chimico-ormonali, che la comunità scientifica internazionale ha riconosciuto come grave minaccia per la salute umana e ambientale. Con quasi tre anni di ritardo, i criteri di classificazione annunciati dal Commissario della Sanità quali misure per contrastare il negativo impatto sul sistema endocrino (diabete, infertilità) e nei confronti delle patologie oncologiche, di fatto non regolamentano la salute delle persone rispetto all’uso di biocidi e di pesticidi.

I criteri fissano requisiti rigidi, onere della prova particolarmente difficoltoso con inevitabili costi, in termini di salute, perché si impiegheranno molti anni prima che si arrivi a bandire gli Interferenti Endocrini. Eppure esiste consenso scientifico unanime su come identificarli, già a partire dai dati che si possiedono a riguardo degli effetti sugli animali. Si potrebbe adottare il criterio – già in uso per le sostanze cancerogene – di suddividere le molecole nelle categorie “conosciute, sospette, potenziali”.

HEAL ritiene che siano da bandire anche gli Interferenti Endocrini sospetti di causare effetti negativi e non solo quelli di comprovata causalità e, pertanto, invita gli Stati Membri a rifiutare la proposta della Commissione Europea. Per HEAL i criteri di classificazione devono includere la definizione dell’OMS che contempla anche la classificazione di sostanze potenzialmente interferenti con il sistema endocrino così come ritiene che sia da abolire la deroga di “esposizione trascurabile” prevista per i pesticidi.

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