Ritratto di un’artista: Luigi De Giovanni dona un’opera per il Centro Ilma

Ritratto di un’artista: Luigi De Giovanni dona un’opera per il Centro Ilma

Luigi De Giovanni a malapena si reggeva sulle sue gambette. Aveva da poco compiuto un anno e oltre a gattonare cercava tutti gli appigli per camminare o per conquistare la posizione eretta. 
La madre, come spesso capitava, era intenta a disegnare i decori per delle tovaglie perciò aveva messo in giro matite colorate, tempere e acquerelli.
Sentì bussare e si alzò, erano alcune ragazze che seguivano i suoi corsi di taglio.
Si mise a parlare con loro perdendo, solo per poco tempo, di vista il figlioletto.

In quel momento Luigi, dopo tanti sforzi e capitomboli, riuscì a rizzarsi in piedi sulla coperta celeste. Senza esitare mise le sue manine cicciotelle in quell’oggetto poggiato sul tavolino che tanto l’aveva incuriosito negli ultimi dieci minuti. Era fatta: le sue manine erano diventate blu, rosse, verdi e gialle.
Stava per perdere l’equilibrio: piegò le gambe si curvò in avanti ma la forza di gravità vinse e atterrò sulla coperta, colorando qua e là. Si guardò le manine e cominciò a batterle, il risultato fu un dripping involontario. Gli piacque.
La madre Santa era troppo intenta a parlare di girovita, fianchi, pence, e pieghe con le sue ospiti e il bambino era così tranquillo che pensò si fosse appisolato. Luigi era sveglissimo e di nuovo ondeggiando e aggrappandosi alla sedia era in piedi e tastava con le manine sul tavolo alla ricerca della tavolozza. Ecco le sue mani erano ben impregnate ma aveva nuovamente perso l’equilibrio e si risedette bruscamente sulla coperta. Le mani erano ben cariche di colore e cominciò con i gocciolamenti e le striature su tutto quello che era alla sua portata. Non pago mise le mani in bocca ma con una smorfia di disgusto le allontanò subito. Passò ai capelli biondo chiaro e l’effetto fu meraviglioso.

Tutto gli appariva magico sino a quando la madre non si voltò facendosi scappare un urlo disperato spaventando il piccolo artista che pianse a lungo. A pochi anni Luigi sottraeva furtivamente i colori alla madre, quando lei dipingeva sui tessuti e li lasciava incustoditi anche per brevi momenti. Colorava tutto, era come se non volesse accettare il monocromo. Colorava maglie, tovaglie, tovaglioli, lenzuola, coperte… perché risparmiare i muri! I pennelli, spesso, non gli bastavano. Per le sue originali creazioni, allora, usava le mani. I suoi occhi grandi, di un blu intenso, si contornavano di rosso, giallo, verde, come pure i suoi indumenti. La madre osservandolo pensò che sarebbe stato meglio aiutarlo nelle sue inclinazioni perciò sin dai primi anni di scuola gli insegnò a usare i colori: pastelli, tempere e acquerelli. 
Questo bimbo aveva trovato la sua felicità: era un pittore.

Le sue doti artistiche suscitarono l’interesse degli insegnanti nella scuola elementare, che gli facevano colorare la maggior parte dei disegni. 


A sedici anni, mentre frequentava l’Istituto d’Arte a Poggiardo, fece la prima mostra. Presentò opere che erano un’interpretazione di paesaggi dell’animo, piuttosto informali, con incursioni nelle nature morte e nella figura. Fu un successo che ancora oggi, al suo paese, ricordano in molti.
 Si diplomò, specializzandosi in Scultura del Legno. 
Nel frattempo era diventato un animo anticonformista e contestatore: i fermenti del ’68 e degli anni ’70 lo coinvolsero totalmente.

Le ragazze del paese, sue coetanee, raccontano di come attendevano l’arrivo di Luigi chiamato affettuosamente Gino capellone. Molte si erano invaghite del suo fascino di pittore ribelle e senza regole. In generale amava la musica del periodo ma era un grande fan dei Beatles e di Joan Baez. 
Le sue opere, antiaccademiche, cominciarono a essere apprezzate da molti.

A vent’anni si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Roma dove si diplomò in scenografia. L’immagine che lo descrive, sia come artista e sia come uomo, è quella di uno che per i suoi ideali è salito e sale sulle barricate per difendere i suoi principi e le sue teorie.

Fonte: http://www.degiovanniluigi.com

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