“SALUTE IN FUMO”: IN DISTRIBUZIONE IL NUMERO 116 DELLA RIVISTA LILT LECCE

“SALUTE IN FUMO”: IN DISTRIBUZIONE IL NUMERO 116 DELLA RIVISTA LILT LECCE

Pubblichiamo di seguito l’editoriale di apertura a firma del Presidente LILT LECCE, dr. Carmine Cerullo

GIOVANI E FUMO, PARLIAMONE!

(tratto dal trimestrale Lega contro i tumori di Lecce, n.116/giugno 2022)

Carissimi, 

in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, Lilt Lecce rinnova il suo impegno per sensibilizzare soprattutto i più giovani sui danni provocati dal fumo di tabacco, ma dando particolare attenzione anche agli effetti dei nuovi prodotti cosiddetti “light” pensati per attrarre giovani consumatori. 

Secondo il Rapporto 2018 dell’Istituto Superiore di Sanità, oltre il 47 per cento dei giovanissimi fuma o “svapa” di tanto in tanto e 1 minorenne su 10 è un fumatore abituale. Un quadro che sconforta, in particolare noi medici oncologi impegnati ogni giorno in corsia sul fronte delle cure, nella consapevolezza che la vera lotta al cancro debba essere combattuta fuori dagli ospedali, partendo proprio dai giovani e i bambini. 

Fumare in giovane età significa danneggiare precocemente la salute presente e futura. Il mercato del tabacco può contare su un bacino di consumatori estremamente fidelizzato a causa della dipendenza indotta dai prodotti del fumo e in particolare della nicotina, ormai punto di contatto tra le sigarette classiche e il “nuovo fumo”, dalla sigaretta elettronica o e-cig ai riscaldatori di tabacco. Prodotti, questi ultimi, percepiti come “sicuri” per la salute, nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si sia pronunciata in modo categorico sul rapporto tra sigaretta elettronica e salute. I rapporti dell’ente sovranazionale confermano che “svapare” può compromettere la salute di chi ne è avvezzo, con effetti che vanno da lievi a gravissimi.

L’Organizzazione evidenzia come la maggior parte dei liquidi contengano sostanze chimiche tossiche, compresa la nicotina e sostanze che possono causare il cancro. Per questo i Governi, dice l’Oms, devono rigorosamente regolamentarle e, soprattutto, devono essere tenute alla larga da giovani e giovanissimi. I nuovi dispositivi possono diventare una porta per accedere al mondo del tabacco classico: non solo l’Oms, ma diversi studi evidenziano, infatti, che la probabilità di diventare fumatore abituale è maggiore fra chi ha fatto uso di e-cig e altri dispositivi prima dei 18 anni. Questo legame tra giovani e “nuovo fumo” non è casuale. I giovani, infatti, non percepiscono di essere oggetto di strategie di marketing attentamente studiate, come la promozione di questi prodotti in eventi o luoghi di ritrovo, sui social media, videogiochi e perfino videoclip musicali. 

Per questo è importante parlarne e non sottovalutare questo fenomeno: lo facciamo in maniera ampia in questo numero, ma anche attraverso i nostri progetti di educazione alla salute nelle scuole, rivolti a bambini, insegnanti ed educatori in genere. 

Abbiamo trascurato questo argomento per troppo tempo. Non si ribadirà mai abbastanza quanto sia fondamentale troncare i rapporti con la sigaretta, a tutte le età. A costo di essere noiosi e ripetitivi, è importante continuare a parlarne, nella speranza che, in primis bambini e giovani e almeno qualcuno dei 12 milioni di fumatori si metta in testa che fumando ci si espone a una forte probabilità di accorciarsi la vita, per colpa di tumori, insufficienze respiratorie, malattie cardiovascolari. E non può essere certamente la sigaretta elettronica – oggi pericolosamente sfoggiata anche dai più giovani quasi come fosse un accessorio alla moda – il rimedio utile a disintossicare un fumatore dall’abuso di tabacco. Non esistono dati scientifici al riguardo e la stessa Oms ci mette da tempo in guardia. Nel frattempo, però, poco si investe oggi per sensibilizzare la popolazione. Basti pensare che sono sparite quasi totalmente dai mass media le campagne contro il tabagismo. Altro grave errore. 

Abbiamo il dovere di essere sani: è questo l’assioma che dovrebbe attecchire nella cultura di ciascuno di noi, come sostiene un luminare della Medicina, nonché caro amico della LILT di Lecce, il prof. Silvio Garattini, quando dice che “occorre far comprendere, fin dalla scuola elementare, il dovere di essere sani”. Ebbene noi ci crediamo e di questo assioma ne abbiamo fatto la nostra missione. 

Sapete che da 30 anni l’impegno per la prevenzione oncologica della Lilt di Lecce si concretizza nelle campagne e nei progetti di sensibilizzazione per i corretti di stili di vita (prevenzione primaria) nelle scuole, nelle aziende e in tutti i luoghi di vita della società (tutte iniziative che vi raccontiamo attraverso queste pagine, sul nostro sito legatumorilecce.org e sui canali social), ma anche nelle visite specialistiche per la diagnosi precoce dei tumori (prevenzione secondaria) e nella presa in cura dei malati oncologici e dei loro familiari, per gli aspetti fisico-riabilitativi, psicologici e sociali (prevenzione terziaria). Senza dimenticare il quarto pilastro dell’impegno della nostra Associazione, la ricerca oncologica ambientale con il “Centro Ilma”, i diversi progetti finanziati (come il recente studio Geneo ed extra-Geneo) e le borse di studio erogate. 

È mio intento proseguire con ancora più incisività ed impegno su questa strada, sapendo di avere al mio fianco il mio caro Prof. Serravezza, fondatore e “motore” della Lilt di Lecce, insieme a una squadra di straordinari professionisti, operatori sanitari, medici, psicologi, biologi nutrizionisti, che da sempre collaborano con la nostra Associazione. Tutto questo, però, non sarebbe possibile senza l’impegno e l’entusiasmo di tutti i Volontari attivi nelle nostre Delegazioni diffuse su tutto il territorio provinciale, ai quali va come sempre il mio primo e costante ringraziamento. Andiamo avanti! 

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