di Flavia Serravezza
Lecce, sabato 11 ottobre 2025 – Oltre 400 studenti hanno affollato l’aula Y1 dell’edificio “Angelo Rizzo”, nel complesso Ecotekne dell’Università del Salento, per la 18ª edizione di “Ambiente e Salute”, il corso di aggiornamento annuale promosso e organizzato dalla Lilt di Lecce, con il patrocinio di Asl Lecce, Università del Salento e Istituto “Mario Negri”, Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Lecce.
Un pubblico giovane, attento e curioso ha trasformato la giornata di sabato 11 ottobre 2025 in un vero laboratorio di educazione alla salute, dove divulgazione scientifica, scuola e cittadinanza si sono incontrate attorno a un obiettivo comune: imparare a prevenire.
Il tema di quest’anno – “Scuola: l’ora della Prevenzione Primaria” – è stato il filo conduttore di una riflessione corale su come Educazione, Ambiente e Salute possano (e debbano) dialogare per costruire una nuova cultura della Prevenzione. Un tema che è insieme provocazione e visione: portare la cultura della Salute direttamente tra i banchi, per costruire generazioni consapevoli, capaci di “pensarci prima”, come recita lo slogan scelto da Lilt Lecce per il mese rosa 2025: “Pensiamoci Prima! La sfida è non ammalarsi”.
Una missione educativa che parte dai giovani
L’evento ha riunito studenti, insegnanti, medici, rappresentanti istituzionali e delle associazioni del territorio per affrontare il tema cruciale della lotta alle cause dei tumori, oggi più che mai necessaria per abbattere un’incidenza in drammatico aumento in tutto il mondo. L’Italia non fa eccezione: ogni anno si registrano 395mila nuove diagnosi e circa 190mila morti per tumori, di cui quasi la metà attribuibili a fattori evitabili. Il quadro è aggravato dal fatto che molti cittadini non rinunciano alle note abitudini pericolose: un quarto degli italiani fuma e beve alcol, un terzo è in sovrappeso, la sedentarietà è in crescita anche tra i giovani.
Non solo diagnosi precoce, quindi. Lilt Lecce punta i riflettori sull’urgenza di adottare azioni concrete, a livello individuale e di società, per evitare l’insorgenza di neoplasie: sana e corretta alimentazione, attività fisica, riduzione dell’esposizione a inquinanti e interferenti endocrini, lotta alle cattive abitudini fin dall’infanzia. In apertura dei lavori, il presidente della Lilt di Lecce, Simonetta Pepe, ha letto il messaggio di saluto e il ringraziamento inviati dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara e dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, ribadendo come “la vera rivoluzione culturale nella Salute pubblica passi dalle Scuole”. Il coordinatore regionale della Lilt di Puglia, Donatello Iacobone, ha sottolineato il ruolo fondamentale che Lilt svolge nei territori sul fronte della Prevenzione: “Sono felice di incrociare oggi lo sguardo di tanti ragazzi e ragazze – ha detto – perché insieme dobbiamo costruire un futuro più sano e consapevole. La Prevenzione è un valore collettivo e oggi più che mai dobbiamo rafforzare l’alleanza tra cittadini, associazioni, istituzioni e comunità scientifica”. Non è mancato il plauso dei rappresentanti istituzionali, il vice prefetto Claudio Sergi, la consigliera provinciale Loredana Tundo e la prof.ssa Tiziana Grassi, docente del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università del Salento. Tutti concordi nel sottolineare come la prevenzione sia una responsabilità condivisa, che va oltre l’ambito sanitario per abbracciare scuola, famiglia e società.
Scienza e prevenzione: le voci dei protagonisti
Tra gli interventi più attesi, quello del prof. Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, che ha tenuto una lectio magistralis (in collegamento da Milano) dal titolo “Perché ci ammaliamo”. A 97 anni, con l’immancabile dolcevita bianco, il tono pacato e chiarezza massima come sempre, Garattini ha sottolineato l’urgenza di una medicina che «non si limiti a curare, ma insegni a vivere bene», evidenziando il legame tra ambiente, scelte alimentari e politiche pubbliche. Anche i numeri parlano chiaro: investire in prevenzione conviene. Non solo perché allunga la vita e riduce le sofferenze, ma anche perché alleggerisce un Servizio sanitario nazionale sempre più sotto pressione. “Oggi in Italia solo il 6,8% della spesa sanitaria è destinata alla prevenzione, meno della media europea e molto meno rispetto a Paesi come il Regno Unito”. Lo scienziato ha analizzato le principali dipendenze che fanno male alla salute puntando il dito contro i governi che non le contrastano, “perché lo Stato ci guadagna”. Ha parlato del fumo di tabacco e sigarette elettroniche, sfatando il mito secondo cui queste ultime siano meno dannose di quelle tradizionali. “Contengono nicotina e aromi vari, non è certo un bene”. Ha parlato del consumo di alcol, come birra, vino, liquori e superalcolici, ricordando che l’OMS ha dichiarato che l’alcol è cancerogeno; nello specifico è un agente cancerogeno di tipo 1, un fattore di rischio certo per almeno 9 tipi di neoplasie! “Noi veniamo da una cultura in cui il vino è sempre stato considerato qualcosa di piacevole, di utile, che fa bene alla salute; viene trattato come fosse cosa diversa dalla sigaretta, mentre invece è lo stesso, in termini di cancerogenesi”, ha evidenziato il professore. Poi ha ricordato i rischi della dipendenza da droghe, anche quelle cosiddette leggere: “Purtroppo passa un messaggio che nega la pericolosità. Tutte le droghe sono pericolose. I dati indicano come i ragazzi intorno ai 15 anni che hanno fumato o assunto cannabis, a distanza di 40 anni hanno un maggior numero di malattie mentali rispetto a quelli che non hanno fumato”. Infine ha toccato il tema del gioco d’azzardo, denunciando lo scandalo dei 150 miliardi spesi nelle slot machine contro i circa 138 che lo Stato investe nella Sanità. Al centro del suo intervento, anche l’importanza di un’alimentazione varia e moderata: “Mangiare poco è la cosa più importante. Dobbiamo ridurre drasticamente il consumo di carne in generale, in particolare salumi e carni rosse, e al contrario aumentare il consumo di cereali integrali e alimenti vegetali”. Sì all’attività motoria, sonno adeguato e relazioni sociali reali “soprattutto dopo la pensione, perché abbiamo bisogno che il cervello sia sempre in funzione”. Sono scelte semplici, ma potenti, “che nessuno ci ricorda più perché le pubblicità devono venderci le cose. Eppure queste scelte – ha concluso Garattini – possono fare la differenza nella vita di ciascuno di noi. Il 50% delle malattie, compresi diversi tumori, sono evitabili, non dobbiamo dimenticarlo”.
Altrettanto forte e deciso il monito lanciato dall’oncologo Carmine Cerullo, presidente del Comitato tecnico-scientifico Lilt Lecce: “La nostra salvezza passa da una cultura scientifica vera. Un Paese civile non va incontro a una ricerca spasmodica della soluzione al problema, prima ancora di cercare di evitare che quel problema nasca. Dobbiamo invertire la narrazione, voi ragazzi dovete suonare la campanella dell’ora della prevenzione. Ecco perché la Lilt parla in primis alle scuole, che ringraziamo per l’importante lavoro svolto insieme ogni anno. Dobbiamo pretendere e desiderare davvero di poter vivere da sani, non solo di avere le cure migliori per le malattie, quasi fossero un destino inevitabile”.
Particolarmente apprezzata è stata anche la relazione del dott. Stefano Lorenzetti, biologo e ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità, il quale ha approfondito il tema degli interferenti endocrini, spiegando come le esposizioni chimiche precoci – nei primi mille giorni di vita – possano influire sul rischio di tumori e malattie croniche anche in età adulta. “Il concetto di One Health ci ricorda che la salute umana, quella animale e quella dell’ambiente sono profondamente interconnesse. Non possiamo pensare di tutelare l’uomo se non proteggiamo anche l’ecosistema in cui vive. Adottare stili di vita sani – dall’alimentazione equilibrata alla riduzione dell’inquinamento e dei consumi eccessivi – significa agire concretamente per la prevenzione delle malattie e per il benessere collettivo. La protezione dell’ambiente non è più solo una questione etica, ma un vero e proprio atto di prevenzione sanitaria, alla base di una società più sana, equa e responsabile”.
I lavori del convegno, coordinati come sempre dalla giornalista Tiziana Colluto, hanno visto anche quest’anno l’intervento della prof.ssa Eleonora Stanca, biologa dell’Università del Salento, che ha messo in luce il rapporto tra alimentazione e prevenzione oncologica, invitando a riscoprire la dieta mediterranea come strumento di salute collettiva. “Una dieta bilanciata, attenta sia alla qualità che alla quantità dei nutrienti, – ha sottolineato – rappresenta uno degli strumenti più efficaci nella prevenzione dei tumori. È fondamentale limitare il consumo di alimenti ultraprocessati e di junk food, compresi quei prodotti presenti nei distributori automatici, ad alto contenuto di zuccheri e grassi saturi. Promuovere una cultura alimentare basata su cibi freschi, stagionali e di origine vegetale significa non solo migliorare la salute individuale, ma anche contribuire alla sostenibilità ambientale. La prevenzione oncologica comincia dalle nostre scelte quotidiane a tavola”.
Un ponte tra scuola e salute
Non è casuale la scelta di dedicare il corso al mondo della scuola. LILT Lecce, infatti, ha avviato una rete di collaborazione con numerosi istituti superiori della provincia, soprattutto con gli indirizzi biomedici, per promuovere progetti educativi permanenti su alimentazione, stili di vita e ambiente. “Educare alla prevenzione significa formare cittadini più liberi e consapevoli. E la scuola è il primo luogo dove la salute diventa conoscenza condivisa all’insegna del rigore e della Scienza libera e indipendente”, ha sottolineato l’oncologo Giuseppe Serravezza, direttore del Centro Ilma-Lilt Lecce, nell’appassionato intervento che ha concluso i lavori. “La prevenzione non è solo un atto medico, ma un processo culturale, educativo e sociale. “Pensiamoci Prima” non è solo uno slogan: è un invito ad agire. Perché il futuro della salute comincia dai comportamenti di oggi, nelle scuole, nelle famiglie e nei territori».
Una sfida culturale e sociale
La 18ª edizione ha confermato il ruolo di LILT Lecce come punto di riferimento nel panorama della prevenzione oncologica del Sud Italia. L’obiettivo, come ha ricordato Garattini, non è solo “curare meglio”, ma “ammalarsi di meno”, agendo sulle cause ambientali e comportamentali che influenzano la salute. Nel Salento, un territorio spesso messo alla prova da criticità ambientali e inquinamento, la cultura della prevenzione diventa così una battaglia civile.
Ringraziamo il fotografo Sergio De Riccardis per le foto del convegno
Ascolta qui “Na lezione te vita… Parole te scenza e versi te core” – di Cristina De Vittorio per il prof. Silvio Garattini







































