La proposta del farmacologo: “Nessuno insegna la Salute a scuola: basterebbe almeno un’ora a settimana con un esperto, a partire dalle elementari”
“Noi siamo tra i Paesi ai primi posti per la lunghezza della vita, ma se andiamo a vedere la durata di vita sana, siamo al 15esimo posto perché abbiamo in media 6 anni per i maschi e 8 per le femmine in cattive condizioni di salute. E come mai avviene questo? Dipende dal fatto che la Medicina, ormai da molti decenni, ha centrato il suo interesse sulle cure, creando un grande mercato che, per sua natura, tende ad aumentare, cioè vuol vendere sempre di più. Questo fa oggi il mercato della Medicina”. Così Silvio Garattini, 96 anni, fondatore e presidente dell’Istituto di Ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano, ha aperto la sua attesissima lectio, intitolata “Il futuro della nostra Salute”, nel teatro comunale di Nardò gremito di studenti, educatori, operatori della Sanità, professionisti, associazioni e cittadini invitati a partecipare al 17° convegno “Ambiente e Salute” organizzato dalla Lilt di Lecce.
Come sempre chiaro ed efficace il messaggio rivolto, in particolare ai giovani, dal farmacologo bergamasco con l’immancabile dolcevita bianco indossato sotto la giacca scura. Attraverso il racconto delle principali sfide per la Salute pubblica, come il fumo, l’alcol, la cattiva alimentazione e la scarsa attività fisica, Garattini ha invitato ragazzi e ragazze a sviluppare consapevolezza e adottare abitudini salutari sin dalla giovinezza. “Ci siamo dimenticati una cosa fondamentale – ha ammonito – e cioè che non tutte le malattie piovono dal cielo. La gran parte ce le autoinfliggiamo e poi ci lamentiamo perché arrivano. In Italia, ad esempio, abbiamo 3,7 milioni di persone con il diabete di tipo 2, una patologia che tra l’altro ha complicazioni che riguardano la vista, il cuore, i reni. Ma è una malattia evitabile, lo sappiamo, basta avere buone abitudini di vita e la stessa cosa vale per molte altre malattie. Bisogna mangiare sano, non fumare, non fare uso di droghe, limitare l’alcool, evitare la sedentarietà e il sovrappeso, dormire almeno 7 ore, fare attività fisica e intellettuale, ecc. Ma non lo facciamo. Diversi studi indicano come buoni stili di vita possano attenuare anche il peso che la genetica può avere su molte malattie e quindi sull’invecchiamento. Ecco perché abbiamo bisogno di una grande Rivoluzione Culturale che ha il nome di Prevenzione e che dipende da noi”.
Garattini ha poi rivolto un severo monito alla politica e alla governance della Sanità. “Anche come Servizio sanitario nazionale – ha detto – dovremmo privilegiare la Prevenzione perché è quello che conta: più del 50% delle malattie croniche (diabete, insufficienza cardiaca, renale, respiratoria) sono evitabili praticando dei corretti stili di vita. Il 40% dei tumori sono evitabili e abbiamo ancora 180mila morti all’anno in Italia per tumore. Ecco dove dobbiamo agire e dobbiamo agire in questo senso anche perché la prevenzione è una salvaguardia del nostro straordinario Ssn che deve essere sostenibile. Se non facciamo nulla per diminuire il carico sul Ssn, non riusciremo mai a farlo funzionare come si deve e continueremo a lamentarci delle liste d’attesa e dei disservizi…”.
Poi ha parlato dell’importanza di creare una Scuola Superiore di Sanità per formare nuovi dirigenti e della necessità di introdurre un’ora di Educazione alla Salute nelle scuole. “Abbiamo bisogno di persone competenti che governino la Sanità – ha evidenziato – ma per averle dobbiamo formarle con una Scuola superiore di Sanità, che ancora in Italia non abbiamo. Dirigenti e responsabili arrivano dalla politica, mentre abbiamo bisogno di persone preparate per certi ruoli. E poi dobbiamo inserire la Salute nelle scuole. I ragazzi e i genitori devono chiederlo. Basterebbe anche un’ora alla settimana con esperti di Salute (preposte a questo, non persone animate da buona volontà) in ogni classe per cambiare nel tempo completamente la situazione, trasmettendo ai ragazzi informazioni corrette sulla Salute”.
Lo scienziato ha ricordato anche che l’informazione sulla Salute deve essere indipendente, mentre invece viene veicolata dal mercato: “Non c’è un giurì attento a quello che dice la pubblicità. L’ordine dei medici dovrebbe urlare per avere informazioni indipendenti”. Poi ha parlato del problema delle sigarette: “In Italia abbiamo ancora 12 milioni di fumatori. Le sigarette non sono solo tra le cause del tumore al polmone, ma anche un fattore di rischio per 27 malattie, tra cui la cataratta e l’artrite reumatoide. Le ricadute però sono più ampie. Fumare tabacco significa usare terreno per coltivare veleno. E i 40 miliardi di sigarette fumate ogni anno generano emissioni di Pm 2.5. I mozziconi finiscono a terra, poi nell’acqua e infine nel cibo”.
La lectio ha toccato molti altri temi interessanti, tra cui la necessità di una medicina di genere, che tenga conto delle differenze tra uomo e donna nella prevenzione, nello screening, negli approcci diagnostici e nell’attenzione alla salute. Perché, come ben spiega nel suo libro “Una medicina che penalizza le donne”, la ricerca farmacologica fino ad oggi è sempre stata condotta soprattutto su soggetti di sesso maschile. Altro tema “caldo” al centro del suo intervento è stato quello dell’abuso di farmaci con le vendite di integratori “raddoppiate negli ultimi anni grazia a una ben orchestrata campagna pubblicitaria, spesso ingannevole che riesce a convincere il pubblico anche per la mancanza di qualsiasi informazione indipendente da parte del nostro Ministero della Salute, che purtroppo non spende una parola per proteggere i cittadini da spese inutili”.
Garattini ha concluso con un accorato appello a “mettere in pratica” quella Rivoluzione culturale nel nome della Prevenzione, da lui auspicata da tempo. “Dobbiamo cambiare la situazione, – ha detto – dobbiamo prenderci tutti la responsabilità. Personalmente ho vissuto il periodo in cui non c’era il Servizio Sanitario Nazionale, sembrava impossibile che arrivasse, però è arrivato. Sembrava impossibile che chiudessero i manicomi, ma comunque li hanno chiusi. Non c’è niente di impossibile, dipende da noi, dipende da una grande Rivoluzione culturale che mi auguro e vi auguro possa cominciare subito”.
LO SCIENZIATO SARÀ CITTADINO ONORARIO DI LECCE
L’annuncio è avvenuto durante l’incontro con gli studenti nel Liceo scientifico “G. Banzi Bazoli” di Lecce
La città di Lecce conferirà la cittadinanza onoraria al professor Silvio Garattini, farmacologo e ricercatore italiano, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”. L’annuncio è arrivato, con una vera e propria standing ovation, durante un incontro al Liceo scientifico “G. Banzi Bazoli” di Lecce che si è svolto nel pomeriggio di sabato 19 ottobre, a cui ha partecipato lo stesso scienziato 96enne per una lectio magistralis sul tema “Il futuro della nostra Salute: Prevenzione è Rivoluzione”. A comunicarlo, con evidente emozione, è stato il consigliere comunale e presidente della Commissione Statuto e Affari istituzionali del Comune di Lecce, Maurizio Botrugno.
Si ringrazia la dirigente scolastica, Antonella Manca, per aver fortemente voluto ed organizzato l’incontro che ha visto la partecipazione di tantissimi studenti ed insegnanti, nonché per aver dato impulso – in accordo con la Lilt di Lecce – alla proposta di conferimento della cittadinanza onoraria di Lecce al Prof. Garattini, che già nel 2022 aveva ricevuto la stessa onoreficenza da parte del Comune di Matino ove vissero per un periodo i suoi nonni.
Anche dinanzi ai tanti giovani che lo hanno calorosamente accolto nell’auditorium del liceo “Banzi”, lo scienziato ha offerto una riflessione profonda e stimolante sulla Salute e la Prevenzione, sottolineando l’importanza di uno stile di vita sano come responsabilità individuale e collettiva.



